“Sāmadoṣa samāgnisca samadhātu malakriya Prasanātmendrīyamana svastha ityabhidyate”.

 

Colui la cui fisiologia (doṣa) è in equilibrio, la cui digestione e vitalità (Agni) sono buone, i cui tessuti (dhātu) ed escreti (mala) funzionano normalmente e in cui anima (ātma), sensi (īndrīya) e mente (manas) sono sempre pieni di pace e di benessere, viene definito sano.

 

Suśruta Saṁhita, Sutrasthana XV, 38 

 

Quando il cibo viene trasformato in sostanze nutrienti (ahara rasa) ed esse vengono convogliate nella formazione dei vari tessuti (dhātu), vengono prodotte delle sostanze di rifiuto chiamate Mala che non essendo più utili nei processi anabolici, vengono eliminate dal corpo.

Feci, urine e sudore sono i Mala principali e anch’essi sono formati dai cinque elementi proprio come i Doṣa e i Dhātu.

La definizione di mala è: “ciò che deve andar via”.

In realtà, una certa quantità di mala deve essere sempre presente nel nostro corpo. Essi infatti, nella giusta misura sostengono e nutrono l’organismo, in quanto molte sostanze nutrienti rimangono nelle feci e nelle urine dopo la digestione fornendo ulteriore nutrimento e forza.

Per questa ragione, secondo l’Ayurveda, l’eliminazione delle feci e delle urine non deve essere eccessiva come nella diarrea e nella poliuria, né troppo limitata come nella stitichezza e oliguria. L’accumulo o l’eccessiva diminuzione dei Mala crea infatti numerose malattie e impurità nei sistemi, negli organi, nei dhātu e nei doṣa.

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Le malattie causate dall’impropria eliminazione dei Mala sono:
  • Per l’aumento delle feci – il gonfiore addominale, borborigmi e sensazione di pesantezza.
  • Per l’aumento delle urine – dolore alla vescica e la sensazione di non essersi svuotati pur avendo urinato.
  • Per l’aumento del sudore – eccessiva traspirazione, cattivo odore e prurito.
  • L’eccessiva diminuzione delle feci causa movimenti di aria nell’intestino, il Doṣa Vata si diffonde nell’addome andando verso l’alto e provocando dolore intenso ai fianchi e nell’area del cuore.
  • La diminuzione delle urine provoca minzione scarsa e difficoltosa, alterazione del colore delle urine, sangue nelle urine.
  • La diminuzione della produzione di sudore causa la caduta e la rigidità dei peli, screpolature e fessurazioni della cute.

Malattie come asma, bronchite, lombalgia, artrite reumatoide, sono spesso correlate con l’eliminazione irregolare delle feci.

Dal punto di vista ayurvedico accade che se le feci non vengono evacuate appropriatamente, molti dei materiali di rifiuto si accumulano in quelle parti del corpo dove si manifestano i disturbi citati come vie respiratorie, articolazioni, ecc.

Inoltre, l’accumulo di tossine compromette la digestione e l’assorbimento delle sostanze nutritive così come dei medicamenti e impedisce il normale svolgersi delle loro funzioni in queste parti del corpo.

Per questa ragione la Dinacarya, il regime giornaliero dell’Ayurveda, ci consiglia di evacuare le feci al mattino presto appena svegli, magari dopo aver sorseggiato un bel bicchiere di acqua bollita che facilita la peristalsi e stimola la diuresi.

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